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Da Titti Pece, Quoquo. La gola come ipertesto. Del sapore e di alcuni itinerari di gusto nel Salento leccese (guida di viaggio) In un luogo eccentrico del Mediterraneo “ …raccontano di un luogo eccentrico del Mediterraneo; di una penisola tra due mari, divenuta nel tempo terra di approdi e di santi: terra greca e bizantina, spagnola e borbonica,arcaica e moderna, luogo di vertiigni e di inconfondibili sapori. Luogo di altri luoghi ‘assoluti’, impastati di archetitpi. Dove il pane è grigio, come le pietre della roccia carsica. Le donne al sole sono ancora matassine di seta. Gli uomini, nelle sere, sono poeti e cantano”. Da Vito Bruno, Mare e mare (romanzo)
Tutta quella vista aperta verso il mare, tra gli ulivi “ quello è il mare, ha detto Angela, una striscia che partiva proprio dagli ulivi e arrivava fino a un altro azzurro, pure scuro, ma scuro in un modo diverso, e quello è il cielo... e a un certo punto, mentre guardavamo quelle cose, ci è passato un colpo di vento addosso, veloce, e tutta quella discesa coperta di ulivi si è mossa tutta insieme, e anche se non si vedeva più tanto bene ha cambiato colore,, in certi punti è diventata quasi bianca come le foglie dell’ulivo quando si muovono e fanno vedere la pancia sotto,bianca come quella delle lucertole, e poi è tornato tutto scuro, e quasi di fronte a noi, da una specie di nuvola trasparente, è uscita la luna...;” : “e anch’io ho alzato la testa, e ho visto la luna bianca bianca che illuminava tutto, mucche, macchie, pietre anche quegli ulivi altissimi che uno dietro l’altro scendevano verso il mare...”
Da Vittorio Bodini, La Luna al tempo dei Borboni (raccolta di poesie)
Tu non conosci il sud “ Tu non conosci il Sud, le case di calce/ da cui uscivamo al sole come numeri/ dalla faccia di un dado “ Lecce “Biancamente dorato è il cielo dove sui cornicioni corrono angeli dalle dolci mammelle guerrieri saraceni e asini dotti con le ricche gorgiere... .... Un frenetico gioco dell’anima che ha paura del tempo... .... e come per scommessa un carnevale di pietra simula in mille guise l’infinito”
Da Cesare Brandi, Pellegrino di Puglia (letteratura di viaggio)
Lecce, la città più spontaneamente architettonica del mondo “… a Lecce si prende atto che, data la larghezza ridotta delle strade, le facciate si vedono da sott’in su e che perciò la cosa più in vista sono le mensole dei balconi. Donde la fantasia sempre nuova nella inserzione della mensola relativamente allo sporto dei balconi. Questo particolare produce un fatto nuovo e soprattutto di una applicazione estesissima: l’architettura degli esterni diviene, relativamente al vano della strada con cui fa sistema, un’architettura d’interno”. “il punto di vista obbligato è sempre in relazione alla visione della singola architettura, non in relazione alla strada pensata essa stessa come architettura d’interno. Questa la novità delle strade di Lecce. E se par poco....Ecco perchè Lecce, la gentile, ha una vitalità artistica che supera quella dei suoi monumenti”
L’autunno in Puglia “ L’autunno in Puglia è una primavera più umile, come una figlia naturale dell’estate: inattesa e dolcissima. Avanza carponi sotto gli ulivi, fa crescere un’erba tenera come il latte (...) Il cielo non è più alto, indifferente, come d’estate (...) E il mare è come se meditasse una notte lunga (...): azzurro, indaco, turchino”.
da M. Calvesi – M. Manieri Elia, Il Barocco leccese e salentino
L’incantesimo del Barocco leccese e salentino “ Questa capricciosa eleganza che sorpassa il più folle arbitrio, questo numero infinito di combinazioni di una lucidissima incoerenza, possono essere interpretate solo accanto al connotato contadino della civiltà salentina, la terra-grembo che fa dono dei suoi frutti: melagrane dischiuse, frutta e foglie”
da Tommaso Fiore , Arsa Puglia, Sussidiario di cultura regionale e nozioni varie 1925
La città dei baroni e dei vicere “Il viaggio lungo l’Adriatico, in treno, verso Lecce, è dilettosissimo sempre, fra colle e mare, fra piano e mare.... a Lecce sono grandi facciate e statue silenziose”.
“Lecce è l’unica città, non solo di Puglia, ma di tutto il Mezzogiorno in cui i palazzi e le chiese e le strade e i cortili e le loggette e le finestre e le abitazioni più umili abbiano serbato l’antico carattere storico ed artistico.E’ la città del sei e settecento,, dei baroni e dei vicerè in parrucca, cappa e spada, la festa del barocco e del rococò: con le facciate delle chiese cariche di ornamenti e di statue, coi motivi architettonici pieni di effetti pittorici e stranezze geniali, quale la sognarono poeti ed artisti “. |
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